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8 dicembre 2015

“Premio Marchionni” per combattere con arte e bellezza povertà e crisi

concorso pittura grafica

Dino Marchionni fu un artista poliedrico. Acquerellista e incisore, lasciò Urbino nel 1954 per trasferirsi a Villacidro, dove ha vissuto e insegnato fino al 1994, anno della morte. Il museo Magmma,
la cui sede è nel palazzo vescovile della cittadina che adottò Marchionni, intende continuare a celebrarne l’opera. In collaborazione col Centro culturale di formazione diretto da don Angelo Pittau e col sostegno della Fondazione Banco di Sardegna, vuol fare in modo che arte e bellezza diventino strumenti di rilancio per un territorio che, più di altri, si misura con crisi e povertà.
Tassello fondamentale per il conseguimento dell’obiettivo è il premio che, intitolato a Dino Marchionni e suddiviso nelle sezioni grafica e pittura, si svolgerà a giugno del 2016. Gli artisti – il termine è fissato al 28 febbraio – possono già presentare le domande di partecipazione. «Sono arrivate adesioni da Stati Uniti, Perù e sud Corea e il sito che pubblicizza l’iniziativa ha registrato accessi da ogni parte del mondo», ha sottolineato Walter Marchionni, figlio di Dino, direttore del Magmma, ideatore del concorso e a sua volta artista.
Il premio (che darà 2500 euro al vincitore di ogni sezione) ha vocazione internazionale e conta sulla collaborazione di celebri musei italiani e degli incisori urbinati. Gode poi del patrocinio della città di Urbino. Le opere in concorso non saranno così soltanto esposte alla Fiera d’arte di Villacidro.
A conclusione della selezione i 15 migliori lavori di arte grafica saranno inseriti in due mostre collettive del Museo Cà La Ghironda di Bologna e del Palazzo Collegio Raffaello di Urbino. Quindici opere della sezione pittura verranno invece ospitate all’Archivio Galleria Lazzaro di Milano.
L’importanza dell’evento è stata sottolineata anche da don Angelo Pittau («il bello è strumento di evangelizzazione, perché l’uomo si rende migliore nel produrlo e nel fruirne) e da Graziano Milia per la Fondazione Banco di Sardegna.

Manuela Arca
RIPRODUZIONE RISERVATA

Unione Sarda 8 Dicembre 2015

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