STEFANO INVERNIZZI – PREMIO SPECIALE CA’ LA GHIRONDA 2023

12 Ott 2023 - News, News

STEFANO INVERNIZZI – PREMIO SPECIALE CA’ LA GHIRONDA 2023

Bologna, 12 ottobre 2023 – Nelle sale dello Spazio Atelier del Museo Cà La Ghironda si inaugura il 22 ottobre p.v. , in concomitanza con l’esposizione del Premio Marchionni 2023, l’esposizione di Stefano INVERNIZZI vincitore del Premio Speciale   dell’edizione 2023 del Premio Marchionni .

La scelta dell’autore nasce dall’indicazione , alla Direzione artistica del Museo Magmma, da parte di Maria Luisa MARTANI e Laura MARTINELLI del Museo Cà La Ghirionda.

Stefano Invernizzi nasce nel 1983 e cresciuto in una piccola città, inizia ben presto a sentirsi stretto nella realtà di provincia e in una scuola che non gli permette di coltivare le sue passioni.
Così, conclusi gli studi non ancora maggiorenne, decide di dedicarsi completamente alla musica e di lavorare per realizzare il suo sogno, quello di calcare i palchi più importanti d’Italia.
I primi soldi guadagnati vengono investiti in questa direzione.
Scrive, suona, compone e, con il suo gruppo, Le Moire, arriva a pubblicare tre album in studio, l’ultimo dei quali raccoglie i favori della critica e apre le porte di diversi locali indie rock.
La musica, però, non è l’unica arte che lo accompagna: pittura e scultura lo appassionano altrettanto. Dal 2010 al 2012 frequenta un corso di scultura all’Accademia di Belle Arti di Vercelli e inizia ad esporre i suoi primi dipinti.
Poi nel 2016 la scelta di dedicarsi solo alla pittura che’ anno dopo anno, sempre più prepotentemente, aveva invocato uno spazio tutto suo.
Creare è per Stefano un’esigenza narrativa, che nasce dalla necessità di liberare i pensieri e decifrare la vita.

“La retrospettiva dell’oggetto nella sua trasformazione in soggetto centrale di un mondo fatto di macro apparenza e disattenzione verso il dettaglio trova, in queste opere, chiara evidenza nella contrapposizione tra essere umano e oggetti di uso comune. Ingigantire il prodotto, naturale o tecnologico, rende il dettaglio tangibile e pone l’intelletto di fronte all’evidenza di domande senza risposta. La psicologia sociale ci conduce verso l’accettazione di avere una necessità: l’interazione con il micro senza il quale l’uomo, per quanto intellettualmente preparato, non potrebbe, in definitiva, dar sfogo alla sua essenza. Il taglio fotografico delle opere e l’impressione dell’ottica sullo zoom ci porta in un mondo fantastico dove vivere equivale a produrre qualcosa che vada oltre la prima, e superficiale, visione del contesto in cui siamo inseriti. In definitiva: guardare e osservare sono rappresentativi proprio del macro rispetto al micro. Non dimentichiamoci chi siamo e non dimentichiamo tutte le piccole cose che ci hanno permesso di costruire la persona, soggettiva, capace di percorrere la strada prescelta.